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IL Settimana della moda di Milano si è conclusa da pochi giorni con la sua serie di sfilate, presentazioni e talk fisici e digitali per un totale di 161 eventi. Un calendario di eventi sempre più fitto dove, da qualche anno, dominano sostenibilità e innovazione, i due punti fermi attorno ai quali si costruiscono pensieri e collezioni, business plan e creatività. Se green e digital sono temi cari al settore, non si può forse dire lo stesso di Diversità in passerella: i risultati della MFW non sono affatto buoni e i numeri parlano chiaro. Nonostante la proclamata attenzione alla diversità, Questa edizione della settimana della moda di Milano è stata meno inclusiva del 17% rispetto alla scorsa stagionesecondo un rapporto di Passeggiata in tagUn dato notevole, che dimostra come i cambiamenti di sensibilità verso certi temi siano lenti e mai definitivi. Un obiettivo che sembra raggiunto una volta per tutte può rivelarsi molto più precario del previsto, motivo per cui è responsabilità di tutti essere vigili.

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Vittorio Boicco//Immagini Getty

Gucci Donna autunno inverno 2024.

Taglia unica, fisici snelli, colori caucasici: da decenni siamo abituati a vedere sfilare in passerella sempre le stesse modelle senza battere ciglio. Salvo qualche onorevole eccezione – si pensi a Naomi Campbell –, fino a qualche anno fa la pelle bianca era una caratteristica quasi imprescindibile per chi voleva calcare le passerelle di tutto il mondo. Fortunatamente i tempi sono cambiati, grazie all’avvento dei social media che hanno democratizzato la moda e fatto emergere nuovi talenti dai fisici non conformi. Il loro compito è rendere il fashion system più rassicurante, almeno dal punto di vista estetico, visto che i prezzi continuano ad aumentare, diventando sempre più proibitivi.

Tra le “taglie normali” che hanno rivoluzionato il racconto della moda negli ultimi anni c’è Paloma Elsesserche ha sfilato per marchi di alto profilo come Ferragamo e Dolce&Gabbana. Ma, come sappiamo, non si tratta solo di curve: è il caso di Ellie Goldsteinla modella con sindrome di Down scelta da Gucci come volto della sua campagna pubblicitaria, e di Emira D’Spainla prima modella nera e trans a sfilare sulla passerella di Victoria Secret nel 2022. Ma cosa è successo a questi paladini della body positivity? Con qualche eccezione, come Ferragamo e Marni che hanno voluto Elsesser al loro show, i marchi di moda che hanno sfilato alla MFW devono essersi dimenticati dell’inclusività nei loro buoni propositi per il nuovo anno se l’unica quantità di diversità che potevamo permetterci era la diversità di età con modelle over 40 come Victor Virgile per Etro, Philosophy di Lorenzo Serafini e MSGM e Tasha Tilberg per Antonio Marras.

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Vittorio Virgilio//Immagini Getty

Paloma Elsesser per Ferragamo alla sfilata AI 2024-25.

Tra le over 40 c’è anche la 48enne Guinevere van Seenus, che ha sfilato alla MFW in sei occasioni, tra cui quella per Marni. Mentre tra le over 60 spiccano Gina di Bernardo, modella storica di Giorgio Armani, e Simonetta Gianfelici, sempre per Antonio Marras. Benvenute le icone anni ’80 sulle passerelle milanesi, simbolo di classe ed eleganza senza tempo. Ma guardare al passato non basta: per provare a immaginare il futuro della moda, bisogna riscoprire il valore della diversità in tutte le sue accezioni. Non come tendenza stagionale e passeggera, ma come direzione necessaria da intraprendere con convinzione e sincerità. Andrà meglio la prossima volta. Forse.

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